Di Terra in Terra LAB

Un orto sociale per riscoprire il valore
dello stare a contatto con la natura

 

Dalla volontà di un gruppo di persone specializzate nelle scienze agrarie, psicologiche, dell’educazione, economiche e nel campo dello sviluppo sostenibile, nasce, nel luglio 2017, l’Associazione SE.MI. Onlus, con lo scopo di contribuire al contrasto del disagio psichico e sociale attraverso il contatto con la terra e il supporto all’ agricoltura sociale. Nell’ anno successivo viene attivato il progetto Di Terra in Terra LAB che, come ci racconta la referente Laura Tamburelli, si pone come obiettivo la cura del territorio e della persona attraverso il recupero e la valorizzazione di aree verdi pubbliche e/o a vocazione agricola.

Ed è così che un terreno del Comune di Castellamonte da anni abbandonato e invaso da rovi e sterpaglie è stato convertito in un orto-giardino sociale. L’obiettivo del progetto ora è di favorire la fruibilità dell’orto da parte della comunità cittadina, con particolare riguardo alle persone con difficoltà di deambulazione, ai giovani e agli anziani. “Grazie al contributo che l’Associazione riceverà dal Bando Ambiente e Comunità – spiega la Tamburelli –  oltre alla coltivazione di ortaggi, frutta, piante aromatiche e ornamentali, nel corso dell’anno verranno attivate delle attività laboratoriali quali la realizzazione di un percorso facilitato nell’orto con sedute e cassoni rialzati per la coltivazione e di un percorso sensoriale e la creazione di pannelli informativi sui temi dell’agricoltura naturale ed inclusiva con il coinvolgimento della cittadinanza nelle attività sul campo e la promozione di percorsi di volontariato”.

Troppo spesso gli spazi verdi del nostro territorio vengono trascurati e, secondo la Tamburelli, l’iniziativa del Bando promosso da AEG e Fondazione di Comunità, ha il pregio di porre l’attenzione alla valorizzazione di questi spazi e la volontà di dare ossigeno al senso di comunità proprio a partire da questi luoghi.

E cosa possono fare in futuro le aziende per il bene comune? “Aprirsi con fiducia al capitale umano e ambientale diffuso sul territorioconclude la Tamburelli – anche al di fuori dalle reti di relazione già consolidate per il proprio business mettendo a disposizione le proprie conoscenze e risorse ed investendo, ad esempio, in iniziative di innovazione sociale e welfare territoriale che inglobino anche il terzo settore”.

Scopri come sostenere il progetto > Promo “Ambiente e Comunità”



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