Energia blu: il futuro, ancora poco sfruttato, del rinnovabile

I nostri mari hanno un potenziale non ancora pienamente sfruttato e, a dir poco, smisurato per farsi largo come una delle più essenziali ed importanti fonti di energia rinnovabile. Seppur ancora poco conosciuta, “l’Energia Blu” è una risorsa energetica preziosissima che scaturisce dalla forza dei mari e degli oceani. Più precisamente, è l’energia generata, grazie a processi tecnologici, dal moto ondoso, dal vento in mare, dalle maree e correnti o dalla mescolanza tra l’acqua dolce e quella salata. L’energia blu potrebbe rappresentare una risorsa rinnovabile di inestimabile valore, eppure è ancora poco sfruttata proprio a causa della complessità delle tecnologie e degli elevati costi di realizzazione degli impianti. I vantaggi derivanti dallo sfruttamento del moto ondoso, delle maree e delle differenze di salinità sono considerevoli, per questo non sorprende che anche l’Unione Europea abbia deciso di implementare le proprie risorse in questo settore, al fine di sostenerne lo sviluppo tecnologico.

A tal proposito in Europa, nel 2014, è stata adottata una politica marina che comprende, al tempo stesso, sia un contributo allo sviluppo tecnologico del settore marino e marittimo, sia una riduzione dei combustibili fossili e dei gas serra, favorendo così uno sviluppo sostenibile nei nostri mari. Il piano d’azione europeo è articolato in tre punti chiave:

  • politica marina integrata;
  • promozione di strategie di crescita sostenibile, attente ai differenti contesti climatici, sociali, economici e culturali delle coste europee;
  • interventi specifici nei settori dell’acquacoltura, del turismo costiero, dell’estrazione mineraria e dello sfruttamento dell’energia degli oceani.

Le finalità di questi interventi sono, in primis, quelle di facilitare sempre di più lo sviluppo del settore dell’energia oceanica e potenziare la creazione di energia pulita all’interno della Comunità Europea. Un’energia rinnovabile, sicura, affidabile e costante, che porterà un apporto sostanziale alla decarbonizzazione dell’economia europea. Non solo, oltre a dare un enorme contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra, lo sviluppo di questo settore potrebbe contribuire anche alla crescita dell’economia dei paesi europei mediante l’innovazione tecnologica. Va inoltre considerato che l’energia blu offre all’Unione europea l’opportunità di aumentare sensibilmente l’occupazione (40mila posti di lavoro entro il 2035), migliorare la sicurezza del suo approvvigionamento energetico e stimolare la competitività, coinvolgendo sia PMI innovative sia grandi imprese del settore (ad esempio nelle costruzioni navali). Il mercato mondiale dell’energia delle maree e delle onde potrebbe costituire un valore di 535 miliardi, rivelandosi, perciò, fondamentale per l’Europa investire in questo settore, per crearsi una posizione di vantaggio nel mercato futuro.

Per quanto riguarda, invece, la questione degli alti costi per la realizzazione degli impianti tecnologici, di recente sono state sviluppate tecnologie meno costose che consentiranno a sempre più paesi di beneficiare di questa fonte di energia sostenibile. Nel 2019 un team di ricerca della Rutgers University negli Stati Uniti ha sviluppato un prototipo di una tecnologia in grado di generare in maniera proficua energia a partire dall’acqua. Grande pochi centimetri, questa nuova tecnologia è capace di dividere l’acqua in due diversi canali, uno con la sola carica positiva e uno con la sola carica negativa e di generare, in questo modo, una corrente elettrica.

Insomma, il percorso è stato ben delineato, con evidenti progressi in fase di lavorazione per cogliere le tante sfide nel breve periodo, perché i benefici derivanti dall’energia blu sono inestimabili e fondamentali per contrastare i cambiamenti climatici e le altre conseguenze causate dai combustibili fossili. Nonostante, questo nuovo promettente settore fornisca enormi potenzialità, dovrà, per forza di cose, fare i conti con la stringente necessità di produrre benefici significativi in termini economici e ambientali, oltre a divenire sempre più competitivo rispetto alle altre modalità di produzione di energia elettrica.

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