Fase 2: in arrivo il boom della micromobilità elettrica?

Soluzioni alternative al trasporto pubblico e all’automobile: l’elettricità protagonista tra biciclette, auto e monopattini per la salute di tutti e per l’ambiente.

Sicuramente siamo di fronte a qualcosa che può cambiare il nostro modo di vivere, sia le città, sia gli ambienti meno urbanizzati. Uno degli aspetti che più è sotto la lente di ingrandimento, sono sicuramente i trasporti e principalmente quelli pubblici. 
Soprattutto nelle città, ovviamente, non è pensabile – se le indicazioni di distanza di sicurezza e le precauzioni necessarie saranno confermate – poter pensare che i trasporti pubblici possano sopperire al “fabbisogno” degli spostamenti di cittadini e lavoratori. Ma certamente anche le aree rurali e le cittadine medie e piccole subiranno dei mutamenti. Non è neanche pensabile che tutti possano utilizzare costantemente l’automobile al posto dei mezzi pubblici per ovvi motivi di congestione del traffico, oltre che di aumento esponenziale dell’inquinamento che – tra le altre cose – non possiamo permetterci data la situazione attuale soprattutto nel Nord Italia. 

Quindi, come ci sposteremo?
Si farà spazio ai metodi alternativi offerti dalla mobilità moderna, ovvero attività di sharing e condivisione, oltre ad una profonda revisione delle abitudini. Per esempio, Milano, ha già varato il piano di mobilità per il post-coronavirus stabilendo una serie di modifiche che andranno dall’istituzione di molte strade con il limite dei 30km/h al restringimento delle carreggiate dedicate ad oggi alle auto per aumentare le piste ciclabili, i marciapiedi e i dehor dei ristoranti. A Roma, invece, l’Atac sta realizzando dei test relativi al piano di trasporto pubblico distanziato. Si stanno testando ingressi in metropolitana di 30 persone alla volta, ogni mezz’ora e con dei pallini blu, segnaposto, ogni 70 centimetri sulla banchina di attesa del treno. 

Questi sono solo due esempi, ma è già chiaro a tutti che sarà necessario sensibilizzare e strutturare un piano di incentivi per l’acquisto e l’utilizzo di tutte le nuove forme di mobilità e micromobilità: biciclette elettriche, scooter elettrici, auto elettriche e, naturalmente, degli ultimi arrivati in termini di tempo, i monopattini elettrici. 

Come sappiamo, per esempio a Torino, dallo scorso autunno, è stato sperimentato l’utilizzo dei monopattini elettrici e, questo primo test, ha comportato – come tutte le novità che impattano così profondamente nel sistema e nel nostro quotidiano – luci e ombre. Sicuramente Stato e singoli Comuni lavoreranno per migliorare la legislazione che ne regolamenta l’utilizzo ma – considerando esempi di città europee, come ad esempio Bruxelles, dove i monopattini elettrici sono ormai di uso comune – crediamo che sia fattibile e che la rivoluzione della mobilità elettrica sia già in atto, supportata anche da una sempre maggiore attenzione verso l’ambiente.

Ma questi nuovi mezzi, sono davvero green?

Lufthansa Innovation Hub ha condotto un’analisi producendo un grafico che mostra le emissioni di CO2 per km quadrato per passeggero per mezzo di trasporto. Da questa ricerca è emerso che, sommando emissioni indirette (produzione, manutenzione, smaltimento) e dirette (per utilizzo), il monopattino elettrico (E-kick-scooter) impatterebbe sull’ambiente più di un vecchio scooter a benzina.

 

Il problema non è il mezzo di per sè – che non rilascia quasi emissioni –  ma il suo ciclo di vita: la produzione per lo più cinese, i materiali di cui è prodotto, il trasporto in nave o aereo, le frequenti ricariche che richiede, la sua breve durata di vita e la difficoltà di smaltimento.

Nel prossimo futuro, la vera sfida per le aziende produttrici è quella di riuscire a ridurre il più possibile le emissioni indirette, con batterie più durature e materiali più facilmente smaltibili.

É quindi in arrivo il boom della micromobilità?

 

Il nostro consiglio
Per quanto AEG sia sempre impegnata nell’ambito della ricerca di soluzioni energetiche innovative e al passo con i tempi, anche in tema mobilità, pensiamo che la soluzione migliore resti quella più tradizionale: la camminata e l’utilizzo della bicicletta oltre a far bene all’ambiente, aiutano anche la nostra salute.

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