La pandemia e la transizione energetica: cosa sarà cambiato?

La recente pandemia di Covid-19 si è abbattuta su di noi in un momento estremamente critico per quanto riguarda la lotta ad un’altra grave calamità contemporanea: il riscaldamento globale. 

Come è ormai noto da tempo, il nostro pianeta si sta avviando verso un mutamento del mondo che conosciamo oggi, e tutto ciò accadrà se non riusciremo a contenere in tempo l’innalzamento delle temperature di due gradi centigradi entro la fine del secolo. Obiettivo, questo, proposto nel 2015 dai 195 paesi protagonisti della Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite (Cop 21), concluso con il celebre “Accordo di Parigi”, un documento che propone di limitare la crescita della temperatura media globale. Per far si che tutto questo non accada, a tutti i Paesi globali si richiede un grande impegno per compiere una svolta radicale nella produzione e nel consumo, garantendo il passaggio da un’economia basata sui combustibili fossili a un modello più “green” e sostenibile, fondato su fonti rinnovabili e decarbonizzazione: una vera e propria battuta d’arresto per le emissioni di gas a effetto serra. 

Ci chiediamo allora: la pandemia di Covid-19 avrà dunque portato ad un’accelerazione o ad un rallentamento della transizione energetica verso le energie rinnovabili? 

La transizione energetica dalle fonti fossili a quelle rinnovabili è un processo iniziato ormai da diversi anni, ciononostante, proprio nel momento in cui la comunità internazionale era impegnata a tentare di accelerarne il processo, è esplosa una crisi globale dovuta all’impatto della pandemia di Covid-19, mettendo in repentaglio le risorse destinate alla lotta del riscaldamento globale. Eppure, secondo le aspettative, il 2020 avrebbe dovuto essere un anno record per numero di installazioni di dispositivi per le energie rinnovabili come la solare e l’eolica. Al contrario, oggi, alla luce delle difficoltà di trasporto dei componenti necessari, tale previsione sembra molto improbabile. A metà marzo il direttore esecutivo della IEA (l’Agenzia internazionale dell’energia), Fatih Birol, ha denunciato alcuni possibili effetti del coronavirus sui processi di transizione energetica, rivolgendosi direttamente ai governi e alle istituzioni internazionali, perché rafforzino e stimolino il processo di transizione verso un’energia eco-sostenibile. 

Tuttavia questo rallentamento della transizione energetica è dovuto non solo alla crisi sanitaria ed economica, causata dalla pandemia Covid-19, ma è ulteriormente aggravato dal crollo del prezzo del petrolio degli ultimi mesi. Una crisi legata alla guerra dei prezzi tra Russia, Stati Uniti e Arabia Saudita che potrebbe rallentare il processo di transizione energetica, inducendo i principali player a ridurre le risorse dedicate alla transizione energetica, sotto il profilo sia dell’efficientamento energetico, sia della decarbonizzazione sia, infine, della ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per un’energia più pulita. Inoltre, i  prezzi ridotti del petrolio potrebbero rappresentare un altro fattore che incide sull’attrattività dei veicoli elettrici nel breve periodo, anche se qui in Europa l’impatto potrebbe essere minore rispetto al resto del mondo poiché il prezzo del petrolio è composto in gran parte da tasse.

Anche per quanto riguarda il ruolo del consumatore, dopo il calo significativo dell’occupazione e dei consumi a causa della crisi dovuta al Covid-19, avrà un’influenza negativa sulla transizione energetica. Nello specifico sono due le transizioni energetiche che verranno particolarmente colpite: i veicoli elettrici e i pannelli solari. In entrambi i casi si tratta infatti di decisioni di spesa discrezionali, che probabilmente, in molti casi, non saranno tra le priorità delle famiglie.

Il timore generale è che la lotta contro la pandemia finisca per pregiudicare i risultati raggiunti finora. Ciononostante ci sono dei fattori che potrebbero supportare la realizzazione di questa transizione come ad esempio le politiche nazionali di supporto che incentivano energie più sostenibili. In ogni caso, l’energia pulita continuerà a rappresentare una percentuale alta e in crescita della domanda, dato che offre ormai costi più competitivi e vantaggiosi rispetto alle fonti convenzionali. La combinazione di tutti questi fattori stanno, ad ogni modo, continuando a condurre la transizione energetica, nonostante l’impatto temporaneo del Covid-19 sulle spese delle famiglie che ne ha rallentato il processo.

 

 

 

 

 

 

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