Smartworking e consumi: quali comportamenti adottare?

In periodo di Coronavirus abbiamo assistito ad un cambiamento radicale delle nostre abitudini e del modo di concepire il lavoro: prima, quando pensavamo all’azienda, subito ci veniva in mente una struttura verso la quale le persone si recavano tutti i giorni e all’interno della quale svolgevano la loro attività produttiva passandovi la maggior parte della giornata. Oggi, invece, con l’implementazione del lavoro agile, abbiamo acquisito inconsapevolmente una nuova visione di azienda: nella nostra mente viene meno la figura di un edificio per lasciare spazio alle persone, alle connessioni e relazioni tra di esse. In altre parole, l’azienda è sempre più rappresentata dalle persone. Quelle che prima erano aziende che mostravano una struttura gerarchica e verticale si sono trasformate in strutture organiche orizzontali; i driver che hanno permesso questo passaggio sono le nuove tecnologie di comunicazione. 

Ammontano a circa 8 milioni gli italiani che dall’inizio dell’anno lavorano in smart working, ritrovandosi a passare tanto tempo in casa; come in tutte le situazioni vi sono dei pro e dei contro. 

Se da un lato la possibilità di lavorare da casa comporta un risparmio di costi legati a benzina e ai trasporti dall’altro lato si vive maggiormente l’ambiente domestico con il rischio di vedere aumentati i propri consumi di energia. Nel periodo che decorre dalla fine del lockdown ad oggi è stata rilevata un’emissione di circa 30 kg in più per famiglia. Fortunatamente, sulla scia di diversi consigli, si può agire sulla circostanza e gestire i consumi per evitare così inutili sprechi di energia. 

La prima variabile sulla quale è possibile lavorare è l’illuminazione: per ridurre il consumo di energia elettrica è consigliabile che la propria postazione di lavoro sia in un luogo luminoso, preferibilmente davanti ad una finestra; è importante non scordarsi di spegnere le luci ogni volta che usciamo dalla stanza. 

Si può fare la differenza anche monitorando gli elettrodomestici e prestando attenzione a tutti quei dispositivi in standby; questi dispositivi inutilizzati possono arrivare ad incidere sui costi fino ad un valore pari 20%. La modalità in standby, se usata impropriamente, può diventare un’arma a doppio taglio, dal risparmiare al vedere un incremento di costi. Dovremmo lasciare impostati su questa modalità solo i dispositivi che realmente di lì a poco ci serviranno. Inoltre, il consumo da standby può essere combattuto con l’utilizzo di ciabatte intelligenti, che devono essere collegate ad un interruttore che garantisca un flusso continuo di corrente. 

Un’altra modalità che ci può consentire di tenere a bada i nostri dispositivi elettronici è quella del risparmio energetico. 

Quando si lavora al computer, è buona norma adottare delle abitudini che rendano minimi questi impatti: se si usa un computer fisso (o in carica), è meglio impostarlo con lo spegnimento dello schermo dopo alcuni minuti di inattività che porterà in standby il computer per diminuire il consumo mentre siamo lontani; attenzione, inoltre, agli screensaver che sono più utili sotto un punto di vista estetico che di risparmio. Il computer deve essere spento ogni sera così come i monitor e le stampanti che vanno spenti ogni volta che non sono soggetti a utilizzo. 

La riduzione della luminosità sullo schermo è un’altra piccola azione che permette di allungare la batteria del dispositivo ed è meno dannoso per la vista. 

In vista della stagione invernale, è importante non sottovalutare la questione “riscaldamento”: è consigliabile impostarlo in un range 18-20°C. I termosifoni non devono essere aperti in tutte le stanze ma sarebbe meglio privilegiare le stanze più utilizzate. Per contro, quando decidiamo di arieggiare le stanze per riottenere il giusto equilibrio di ossigeno-anidride carbonica è bene tener presente che non occorrono più di pochi minuti con le finestre aperte; diversamente si avrebbe una dispersione ingiustificata di calore.

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